Al saggio sui misteri del caso Moro il Premio Cerruglio 2016

Posted on settembre 5, 2016

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“Questi fantasmi. Il primo mistero del caso Moro” di Gianremo Armeni ha vinto il Premio Cerruglio 2016

Il saggio di Gianremo Armeni edito da Tra le righe libri sul primo mistero del caso Moro, che ha destato grande scalpore raggiungendo gli onori della cronaca tanto da essere oggetto di un servizio sulla Rai e di un invito per approfondimenti in Commissione parlamentare, ha vinto il Premio Cerruglio 2016. La cerimonia si è tenuta domenica 4 settembre a Montecarlo presso la fattoria del Teso, nell’ambito del  Cerruglio Festival, organizzato da UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo).

In concorso alcuni tra i più importanti saggi di argomento politico-militare pubblicati nell’ultimo anno nel nostro paese.

Tra gli invitati all’evento in qualità di relatori al Cerruglio si sono potuti ascoltare gli interventi del Gen. Vincenzo Camporini, già Capo di Stato maggiore della Difesa e Vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali; del docente universitario Luciano Bozzo (Relazioni internazionali Università di Firenze); o del direttore della rivista “Analisi Difesa” Gianandrea Gaiani.

Tra i libri presentati anche quello del giornalista, reporter di guerra del Tg1 Rai, Pino Scaccia, con il suo “Armir. Sulle tracce di un esercito perduto”.

Al momento della premiazione viva la soddisfazione dello studioso Gianremo Armeni che ha consultato oltre diecimila pagine di documenti e atti processuali per arrivare a ridisegnare la verità in via Fani. Tutto ha inizio da questo fatto: la mattina del 16 marzo 1978, un testimone oculare si presentò agli inquirenti sostenendo di aver assistito all’intero svolgimento della strage di via Fani. Riferì una serie di dettagli, tra cui una diapositiva, esclusiva rispetto alla memoria visiva del resto dei passanti perché riprendeva l’ultimo frammento del rapimento. Quella rivelazione suscitò subito un gran clamore, e non fu mai posta in discussione perché ad autenticarla intervennero una sentenza della magistratura e le pagine di storia. In quella scena finale, secondo il racconto del teste più noto di tutto l’affaire, due centauri a bordo di una moto Honda gli esplosero contro una raffica di mitra. Questi due personaggi non furono mai individuati, al pari del mezzo a due ruote, e questa lacuna autorizzò molti osservatori a piazzare sulla motocicletta di tutto, da uomini dei servizi segreti a quelli della criminalità organizzata, tutti uniti sotto l’egida del complotto. Questa storia rappresenta il primo mistero del caso Moro. Ma le cose andarono veramente in quel modo? Ciò che il testimone vide, corrispose effettivamente a ciò che andò in onda?

Nella sezione narrativa ha vinto il romanzo “Scaccomatto all’Occidente” di Antonio Maria Costa (Mondadori).

Premi speciali sono stati consegnati tra gli altri ai libri “La scelta di Catia” di Catia Pellegrino (Mondadori), “Ricordi di un Ufficiale dei Bersaglieri” di Fulvio Augusto Marcoz (Tralerighe), “Storia Militare dell’Afghanistan” di Giorgio Battisti e Federica Saini Fasanotti (Mursia) e “Cuore di Rondine” di Comandante Alfa (Longanesi).

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