Striano, Mazzariol, Festa, Tarabbia e Meacci in finale al Premio della Lettura 2016

Posted on luglio 13, 2016

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Striano, Mazzariol, Festa, Tarabbia e Meacci in finale al Premio della Lettura 2016
Mentre a Barga, nell’ambito del festival letterario “Tra le righe” si premia Fabio Genovesi, vincitore dell’edizione 2015, il Premio della Lettura presenta la cinquina per il 2016.

La giuria formata da librai, bibliotecari, editori, lettori, giornalisti, ha selezionato i libri che potranno essere votati durante i festival letterari e in una speciale giornata che si terrà in autunno in alcune librerie e biblioteche.

In finale sono arrivati: “La tempesta di Sasà” di Salvatore Striano (Chiarelettere); “Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più” di Giacomo Mazzariol (Einaudi); “La provvidenza rossa” di Lodovico Festa (Sellerio); “Il giardino delle mosche. Vita di Andrej Cikatilo” di Andrea Tarabbia (Ponte alle Grazie); “Il cinghiale che uccise Liberty Valance” di Giordano Meacci (Minimum Fax).

Un insieme di narrazioni che corrono tra la storia degli anni settanta e ottanta (non solamente in Italia), la vita criminale di giovani uomini che non sono mai stati bambini e serial killer che i bambini li azzannavano, l’abbraccio con la disabilità riconoscendo l’inefficacia dei confini e delle definizioni e infine la provincia che fa emergere le figure di protagonisti ineguagliabili.

Al centro del lavoro della giuria la ricerca di storie e di raccontatori che senza troppi aggettivi e avverbi sanno abbracciare i lettori accompagnandoli nel mondo dei libri.

Ma conosciamo meglio i libri finalisti:

Salvatore Striano a quattordici anni aveva la guerra in testa, la cocaina nel sangue e due pistole infilate nei calzoni. “Era uno dei leader delle Teste matte, una banda di ragazzini terribili che si sono fatti camorristi per difendersi dalla camorra. Vita di strada, anni di sangue. Poi il carcere, non ancora trentenne. Un destino segnato, il suo. Invece è proprio dal punto più basso e disperato che la vita stravolge. Grazie a un amore che resiste nonostante tutto. Grazie alla scoperta magica dei libri e della letteratura, di Shakespeare che inizia a scorrergli nelle vene come una droga che non uccide ma salva. Proprio lui che a scuola non ci è mai andato”. Il suo romanzo racconta la sua rinascita e forse indica la strada a tanti che oggi continuano a delinquere.

Giacomo Mazzariol indaga la disabilità con la tenerezza di un fratello.

“A cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire “supereroe”. Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sì, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era così sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico”.

Lodovico Festa indaga la Milano degli anni settanta, tra le stanze del Partito Comunista, in rapida ascesa, e l’Italia avvolta dall’eversione terroristica. “Ne esce un viaggio nella vita quotidiana del PCI ambrosiano degli anni Settanta: una burocrazia di partito articolata nel territorio che riesce a organizzare e controllare tutto e tutti, distretti, settori produttivi, sindacato, con una divertente meticolosità spinta fino ad avere responsabili delle prostitute, dei becchini e persino del settore della moda. 1977. Bruna Calchi viene trovata assassinata nel suo chiosco di fioraia nei pressi del cimitero monumentale di Milano. Lei è una militante del PCI, iscritta alla sezione Sempione, è attiva, polemica e battagliera; che si tratti di un omicidio politico? Le indagini dell’ispettore Modena, un poliziotto democratico e con simpatie a sinistra, si avviano caute, siamo in anni caldi e bisogna evitare facili semplificazioni; altrettanto cauta e ben più segreta parte quella del Partito, affidata al presidente della commissione probiviri Dondi e al suo vice Cavenaghi”.

Il libro di Andrea Tarabbia si svolge tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto.

“Andrej Cikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, mutilava e uccideva nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime bambini e ragazzi di entrambi i sessi, ma anche donne – avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell’Idea comunista, sintomi dell’imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all’arresto”.

Giordano Meacci scende nell’immaginario di un paesino Corsignano – tra Toscana e Umbria – dove la vita procede come sempre. “C’è gente che lavora, donne che tradiscono i propri uomini e uomini che perdono una fortuna a carte. C’è una vecchia che ricorda il giorno in cui fu abbandonata sull’altare, un avvocato canaglia, due bellissime sorelle che eccellono nell’arte della prostituzione e una bambina che rischia la morte. E c’è una piccola comunità di cinghiali che scorrazza nei boschi circostanti. Se non fosse che uno di questi cinghiali acquista misteriosamente facoltà che trascendono la sua natura. Non solo diventa capace di elaborare pensieri degni di un essere umano, ma, esattamente come noi, diventa consapevole anche della morte. Troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani: “il Cinghiale che uccise Liberty Valance” si ritrova all’improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall’altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti”.

Si può seguire la disposizione e la presenza dei seggi per votare visitando il sito www.prospektiva.it

 

 

 

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