Giuseppe Magnarapa al Premio letterario Nabokov

Posted on giugno 29, 2016

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“IL SENNO DEL POI” Romanzo di Giuseppe Magnarapa, Elison Publishing, PP. 195,  Prezzo Euro 15

 

Come nasce questo libro e quali i punti cardini sul quale si sviluppa il suo lavoro.

Il romanzo scaturisce direttamente dal mio lavoro di Dirigente Responsabile di una Struttura Psichiatrica Territoriale: da questo punto di vista, è un romanzo autobiografico in senso stretto, avendo come cornice ambientale quella in cui ho davvero lavorato e come sostanza della narrazione, il lavoro stesso o almeno, quella parte di esso che più si presta ad una estrapolazione narrativa. Trattandosi di un autentico giallo poliziesco dai risvolti psichiatrici, non posso evidentemente, dire di più per non guastare la sorpresa a quelli che avranno la pazienza e, spero, il piacere di leggerlo.

 

Partendo dal titolo ci può raccontare la genesi di questo libro?

Il titolo dice ciò che è sufficiente a stuzzicare la curiosità: esso è parte di un proverbio ben noto che, penso, tutti conoscano, ma se a qualcuno dovesse sfuggire, può sempre chiederlo ad un amico o a qualcun altro che si lasci incuriosire da esso, diventando, a sua volta, un lettore. Come ben sappiamo,  proverbi e detti popolari sono una miniera inesauribile di titoli e non solo per i romanzi: in questo caso, esso fotografa alla perfezione il tema trattato, cioè quello del comportamento violento, un tèma da me più volte affrontato anche con saggi scientifici che però, spesso, sono destinati prevalentemente agli addetti ai lavori, mentre la dimensione narrativa consente di proporlo più facilmente all’interesse di tutti. Insomma, prendetelo come un saggio serio travestito da romanzo, ma se vi piace il genere giallo-poliziesco-mistery, penso proprio vi piacerà.

Il suo stile di ricerca e di scrittura; quali i suoi maestri e un libro di riferimento o un consiglio di lettura.

Io sono un appassionato di cinema e il più bel complimento che mi sia sentito rivolgere da qualche lettore del mio libro è proprio l’impressione di stare assistendo ad un film. Certo, la scrittura consente di approfondire la psicologia dei personaggi e sarebbe molto strano che proprio uno psichiatra non tenesse conto di questo, ma, nei limiti del possibile, cerco di tenere a bada le mie speculazioni introspettive per  non allungare troppo il brodo della descrizione psicologica a scapito dell’azione narrativa. Non posso dimenticare la faccia annoiata di un mio amico che, parlandomi di un libro che stava leggendo, citava la presenza di un capitolo quasi interamente dedicato alla prima mestruazione della protagonista! Quanto ai riferimenti, per me è stata essenziale lo stile narrativo di Stephen King sempre in bilico tra fantasia e realtà, proprio come i nostri pensieri abituali.

 

E ora l’ultima domanda, quella quasi d’obbligo. A cosa sta lavorando?

Il mio prossimo libro, che dovrebbe uscire nel prossimo settembre è un’opera particolare cui tengo molto: si tratta di un romanzo ispirato ad una ricerca autentica, effettuata da tre giornalisti inglesi, sulla identità di Jack lo Squartatore, a partire dal cosiddetto Diario di Jack lo Squartatore, venuto casualmente alla luce negli anni ’90, pubblicato e sottoposto ad un fuoco di fila di critiche relative alla sua autenticità, fino a quando non sono emerse circostanze particolari e sconvolgenti sulle quali non mi soffermo per lo stesso motivo per cui non si rivela mai la trama di un romanzo, né, tantomeno, la sua conclusione.

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