Casella numero 58. Intervista a Luigi Bartalini

Posted on giugno 14, 2016

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Luigi Bartalini

Il Premio letterario Nabokov 2015 ha visto tra i protagonisti il suo libro. Questa intervista nasce proprio da quella esperienza per presentare ai lettori i nuovi libri che dimostrano la vitalità e capacità delle nuove scritture.Entriamo nel dettaglio del suo libro facendo una breve scheda con le generalità.

Le chiediamo dunque: titolo, genere, numero di pagine, editore, prezzo di copertina.
Il libro in questione è intitolato “Casella numero 58” Romanzo noir-sociologico 188 pp. Castelvecchi Editore 16,50€

Andiamo avanti. Come nasce questo libro e quali i punti cardini sul quale si sviluppa il suo lavoro.

Il romanzo nasce dall’osservazione e l’ascolto della vita di tutti i giorni, della realtà che ci circonda, soprattutto prendendo spunto dal riverbero che ha sulla condizione di ognuno e sulle famiglie, sui rapporti che si sviluppano tra le persone. Il senso di precarietà, non solo rispetto al lavoro o della situazione finanziaria in cui versano la gran parte degli italiani, ma rispetto alla vita, ai rapporti tra le persone, sempre più conchiusi in un bozzolo di solitudine disperata.

Partendo dal titolo ci può raccontare la genesi di questo libro?

Il titolo si riferisce al gioco dell’oca, alla metafora della vita, un percorso lungo il quale sciogliere nodi e complicazioni che si vengono a creare, un passaggio attraverso stadi di maturazione che si incrociano con le esperienze della vita di ognuno per prendere strade diverse, a volte tragiche, in un grottesco sliding doors senza possibilità di previsione. Proprio così è stata l’incubazione con i personaggi che si aggiungevano alla storia, materializzandosi in un’alternanza regolare che li fa conoscere e scomparire forse per sempre.

Il suo stile di ricerca e di scrittura; quali i suoi maestri e un libro di riferimento o un consiglio di lettura.

Cerco di rappresentare delle emozioni, di scendere nel vissuto dei singoli personaggi e lasciare che si confondano in me, ma con l’ultima parola del libro li lascio andare, che prendano la loro strada e che il libro prenda pure la sua vita che, sono convinto, è fuori dalla mia scrittura. Per chi ama la lettura, prima della scrittura, come me, è difficile avere un libro di riferimento o un autore guida, tutto ha però avuto inizio con Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas, amo la letteratura inglese di fine ‘800 e inizi ‘900, gli italiani, della seconda metà del novecento e i contemporanei moderni, ma più di tutti diversi colleghi napoletani, una generazione di scrittori quella attuale ricca di talenti. Da leggere, dovrei citare molti libri che amo, ne do quattro, Ernst Lothar La melodia di Vienna, Marco Missiroli Atti osceni in luogo privato, Mario Vargas Llosa Avventure di una ragazza cattiva e La mammana di Antonella Ossorio, infine naturalmente il mio …Casella numero 58.

E ora l’ultima domanda, quella quasi d’obbligo. A cosa sta lavorando?

Scrivo, in attesa che arrivi la storia giusta, per ora sto scrivendo un racconto per la rivista letteraria di Mooks Mondadori.

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