Ilaria Palomba, Sauro Albisani e Daniela Musini vincono il Contropremio Carver 2015

Posted on novembre 9, 2015

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E’ una storia di cadute, di talenti sprecati, di ricerca incessante di riconoscimenti, tra ansia e tormenti, il romanzo vincitore della sezione narrativa alla tredicesima edizione del Contropremio Carver. “Homo Homini Virus” di Ilaria Palomba edito da Meridiano Zero.

Racconta la storia di Angelo, che spreca i suoi sogni e professionalità nello spietato mondo del giornalismo, e Iris che cerca redenzione e sacralità nella fraintesa dimensione della body art.

Un romanzo abissale che è cicatrice profonda e che meglio di altri ha saputo raccontare il nostro contemporaneo anelito alla salvezza.

Per la poesia il premio è andato a “Olografie” di Sauro Albisani edito da Passigli. Un lungo viaggio tra studenti raccontati con un linguaggio trasparente e leggero, con fotogrammi sottratti al tempo. Poesie danneggiate che abbandonano percorsi onirici per farsi spigoli di banchi e rotondità, inventando realtà crudeli senza passione, come un reportage nel contemporaneo di una nuova generazione disegnata come nuova vita. Albisani non è una scoperta ma la sua poesia è già oltre lo steccato.
“I 100 piaceri di D’Annunzio” di Daniela Musini (edito da E.Lui) si è aggiudicato la sezione saggistica. Il vate è raccontato tra passioni, fulgori e voluttà in maniera enciclopedica. Ne esce un atlante dannunziano che non è solo ricerca incessante di un piacere leggero, quasi effimero, carnalmente palpabile e annusabile, ma il viaggio in un paese che diventa nazione, patria e che il poeta racconta di corsa.

L’uomo che ha più di ogni altro scritto la storia dei primi trenta anni dell’Italia, diventa a suo modo eroe su aeroplani di tela, tra pagine di libri, nei salotti svenduti di palazzi perduti, tra lenzuola di seta. Amante sublime del bello, D’Annunzio incarna il mito di un paese che si appresta a trascorrere coiti immensi, stati alterati, sconfitte profonde, assurgendo all’essere che il tempo non cancellerà mai.

Eccolo il filo conduttore che ha seguito la giuria del Contropremio Carver 2015, diretta da Andrea Giannasi: “La ricerca della bellezza che è unico momento salvifico delle nostre esistenze. E così Angelo e Iris di Ilaria Palomba sono in realtà gli studenti delle liriche di Sauro Albisani e D’Annunzio colui che spinge al massimo il motore per raggiungere prima la curva, che aprirà nuovi panorami. L’esistenza, veloce e impalpabile, trova unico piacere, unico scopo, nell’anelito del bello che non è solo salvezza, ma assurge al ruolo di risposta alle vite. E così gli studenti sono pietre grezze da scrivere come i corpi che Iris trasforma in arte e D’Annunzio in visione e pulsioni. Premiare libri – conclude Giannasi – è invero un esercizio pericoloso: apre cassetti, spalanca finestre, travolge i portoni facendo irrompere nuovi giannizzeri armati e assetati di un sapere univoco, censorio, banale; sguainando sciabole mozzano parole e rovesciano i tavoli. Albisani, Palomba e Musini devono per questo essere ben custoditi, loro che ci mostrano le vie oltre le curve”.

Appuntamento all’edizione del 2016 – quattordicesima – con nuovi luoghi da scoprire.

Il bando si può trovare qui: http://www.prospektiva.it/bandopremiocarver.htm

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