Ma perchè scrivo e nessuno legge il mio libro? E’ osservando bimbetti teutonici che si diventa aspiranti scrittori.

Posted on luglio 6, 2015

0


Prospektiva

book-prospektiva

Un sogno, un’aspirazione quasi divina, il gusto – già sentito sul palato – e presto corroso in un amaro di salsedine di porto. Il malditesta celato da un sorriso e l’idea che si può diventare scrittore. E magari farselo anche mettere sulla carta d’identità che Gino Lo Portuale dell’anagrafe comunale lo chiede sempre “di professione cosa mettiamo?” e scrive “impiegato, operaio” ma mai “poeta” o “Scrittore”.
Sì con la S maiuscola perché quelle lettere diventano tanto di più, di una semplice parola su un carta d’identità.

Ma non basta.
Non può bastare.

Quella punta di spillo è il termine di un sogno che diventa, una volta realizzato, quasi banale. Basta poi un commento negativo sui social network e il castello cade bronzeo, caduceo e tonfa.

Tonfa proprio leggendo “TONFA” con enfasi perché è l’ennesima tragedia sulla piccola scrivania del piccolo scrittore che non ha capito nulla e nulla capirà se…

View original post 483 altre parole

Annunci