Quando la satira uccide: tra Parigi e Charlie Hebdo (con l’ultimo capolavoro che non ci fa ridere)

Posted on gennaio 7, 2015

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Prospektiva

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Va da sé che certa satira ci ha sempre fatto sorridere un gusto amaro. Così come certe vignette hanno sempre saputo raccontarci la parte più disgustosa, ma anche più lacerante e vera, del nostro rapporto tra il sacro e il profano.
Confini tanto sottili quanto alti e spinosi.
Ed è anche vero che gente come i vignettisti sono amati oggi e odiati domani, a seconda del soggetto e del colore del pennino, rappresenta; ma da qui a entrare nella redazione di un giornale satirico e smitragliare con i kalashnikov, giornalisti, disegnatori, inchiostratori e quant’altri si trovavano alle loro scrivanie va oltre la satira.

Cioè, tanto per essere chiari, non ci fa sorridere. Non ridiamo di fronte a due incappucciati che ammazzano così senza un senso preciso e una trama, un soggetto o una storia. Ecco non c’è nulla sul quale riflettere o indignarsi. E’ una cosa quella accaduta che…

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