Sull’inutilità di chiamarlo femminicidio

Posted on novembre 26, 2013

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Prospektiva

donne-partigiane-resistenzaOgni volta che ripenso a mia nonna la vedo, secca, con il velo nero, con quell’idea di aver visto troppe cose brutte. Certo un regalo gli farei se fosse ancora qui. E come prima cosa l’accompagnerei in libreria dove ci son tante belle storie e le parole volano veloci.
E la porterei tra quegli scaffali anche per Vera e Sten e Gino e pure Tarzan, che nessuno in questa storia può rimanere indietro.
Gli spiegherei il significato della parola femminicidio che non comprenderà mai, lei che ha visto con i suoi occhi la Vera, appesa dai repubblichini al platano.
E lei c’era cresciuta con la Vera e si ricordava i grembiuli e le calze lunghe di lana bianca e le ginocchia rosse ai lavatoi, con la cenere e quei denti bianchi grossi, che quando rideva facevano quasi paura. Ma non era per i denti che i neri la impiccarono. E non era neppure perché…

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