Quando Emanuele Trevi difendendosi dalla pazza ha frequentato un sacco di cose (e l’ombra di Pasolini)

Posted on settembre 3, 2013

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Prospektiva

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Ora “Qualcosa di scritto” va letto perché non è facile raccontare la trama di un libro che è l’insieme di mille frammenti di uno specchio rotto. Il Trevi Emanuele – che con questo titolo è arrivato secondo al LXVI Premio Strega, come recita la fascetta gialla d’ordinanza – in realtà ha raccolto la storia di “Petrolio” di Pasolini, il suo incontro con Laura Betti del fondo PPP (ricordata come “la pazza” che a sua volta chiamava il Trevi “zoccoletta”), viaggi veri e inventati su carta carbone e tra lenzuola di ricercatori del piacere.
Tutto bellissimo, quasi onirico, sulfureo, come, forse, erano le notti di PPP alla ricerca di incontri che lo riportavano sempre indietro con gli anni, alla Roma delle periferie fatte di polvere e bimbetti sempre affamati.
E ci sono tante cose che colpiscono in questo libro. La prima che c’è talmente tanto di scritto da sembrare forse un…

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