Il copyright secondo Tim Parks (forse) e Andrea Giannasi

Posted on aprile 16, 2013

0


copyright-prospektiva

Ha iniziato Tim Parks, che per chi non lo conoscesse non è un personaggio della marvel – inteso come supereroe americano che vola a new york da un tetto all’altro – e neppure il cane di un cartone animato che in verità si chiamava Spank.
Parks, Tim, inglese scrive per il New York Review of Books, il London Review of Books e, in Italia, per la Domenica l’inserto pluriculturale de  Il Sole 24 Ore.
Lui da tempo parla di copyright affermando che andrebbe eliminato.
“Crea spazzatura”  e diventa solo “un biglietto della lotteria” che assicura guadagni nel tempo a chi ha avuto l’idea prima di un altro.
Certo in gioco sempre la solita questione: la dicotomia mai risolta tra arte e profitto. Quella che fa dire ad un vernissage quando incontri sei artisti e due violiniste, pure belle, magre e bionde avvolte in tubini neri, “ma che fate pagate pure i musicisti? Ma non lo fanno per loro piacere personale”.
E certo, anche il piacere tra la dicotomia, perché “vendere” un’opera d’arte ancora oggi fa un certo effetto.
E allora sì che andrebbe abolito il copyright ma per pudore e sostituito da una sorta di elemosina tintinnante, dove la mano nascosta fa cadere una moneta in una anonima cassettina. Nessuna sa chi ha messo e quanto ha messo, ma l’arte è salva. Così come la dicotomia, che sta proprio male pagare un libro di uno sconosciuto o sentirsi dire da un altro che il quadro X costa Y; “ma sei  pazzo? mica sei  Picasso”.
Ecco il copyright inteso come diritto di invenzione su un’opera d’arte si riduce a questo: se sei qualcuno hai diritto a vedere riconosciuti i tuoi diritti, se non sei nessuno, fattene una ragione.
Per questo Tim Parks ha diritto di dire che il copyright oggi non ha più senso perché lui è Tim Parks, che a questo punto, sì, che potrebbe essere anche il cane del cartone animato o un superoere newyorkese, che a lui tanto gli articoli in ogni caso glieli pagano.
E bene.
E questa è la versione inglese del copyright secondo Tim Parks.

andrea giannasi

Annunci