Tutta la verità sul confronto tra Antonio Troiano e Armando Massarenti

Posted on novembre 14, 2011

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Tra La Lettura e La Domenica del Sole 24 ore
Prego mi concede questo ballo?


Tutta la verità sulla sfida lanciata da Troiano Antonio a Massarenti Armando

Forse non sarà tutto vero, ma al Joycesecondo, che già il nome un certo effetto lo mette, il 23 luglio qualcosa tra Antonio Troiano e Armando Massarenti deve essere accaduto.
Un gesto che non può volare via inosservato.
Le tartine e il boulogne se la passavano niente male, sui vassoi, e le parole annaffiate crescevano, tra lettere gobetti, faletti e altri con la gosh tipo amosh. Genti discutevano a mani giunte di classifiche e scrittori che non c’erano più. Genti importanti.E mica era roba da scherzare visto che si trattava delle firme degli scampoli delle terze pagine dei quotidiani più letti. Genti importanti.
Ora la cosa ad un tratto prese una piega preagostana, non intesa come ferie, ma come calura e accaldatura. E le voci con tutti i toni possibili, tra incazzati, meravigliati, accigliati, e alla via così, si fecero vive, ansimanti.
E non era colpa di un vinello bianco frescolino.
Si trattava di libri e siccome ognuno ha le proprie idee, pareva proprio l’assemblea del ’69 alla facoltà di lettere a Milano. Ricordate il “va bene: favorevoli, contrari, astenuti, la mozione sulla lettera per la morte di Ho Chi Minh eccetera eccetera”.
Il fatto è che alla fine quando tutto sembrava andare in grassa, Troiano, al sentir suonare l’orchestrina, si è messo a ballicchiare, come un tempo nelle balere di Soldati, correndo ad invitare Massarenti al movimento. Anzi gli ha proprio chiesto: “Prego mi concede questo ballo?”. (Per alcuni, a dir la verità, sarebbe stato Massarenti ad invitare Troiano al salto, ma il risultato cambia di poco).
In quel preciso istante le pendole con i din don dentro delle librerie, hanno perso un secondo. In quel secondo è nata l’idea.
“Sì facciamolo”.
Così è nata La lettura inserto domenicale del Corriere della Sera che si è infilato a far concorrenza proprio alla Domenica del Sole 24 ore. Che conosciamo già.
Ora La Lettura del Corriere ha gli orizzonti che parlano di facebook, twitter, qzone, Linkedin, orkut e gli altri nonluoghi,dove con un click senti di esserci anche te su questo mondo, con tutti i tuoi casini, ma ci sei anche te con le tue foto e i pensieri della mattina e un sacco di amichetti che poi son sempre a mandarti robe che non vedrai mai. Ha i fumetti di Igort – che sembrano una storia di fibromi e anatre, ma in realtà ci raccontano della bulimia della giovane moglie del dottor Fisher – La Lettura del Corriere poi va contro la gerontocrazia (ma Troiano quanti anni ha?). Ha un sacco di cose, La Lettura del Corriere.
Ma c’è un pezzo su tutti che vale la pena leggere. E’ quello di Cristina Taglietti che ho conosciuto sei o sette anni fa a Madrid in occasione della mostra di Tarish Al Mohanned (quella con le foglie di fico di rame), dove lei – la Taglietti intendo – scrive papale papale riferendosi ai libri in pluriedizioni “a volte sono riempitivi che fanno parte di una elefantiasi da macero. E’ il segno della crisi, di un mercato chiuso che non fa investimenti”.
Et voilà
. Di cosa parla La Lettura del Corriere della Sera: di libri? Di case editrici? Bene.
Impacchettate entrambe con il foglio di via.
Il 23 luglio  al Joycesecondo però altro è accaduto tra balli e frescolino gobetti. Passava, diretto in Trentino per arrampicare, da quelle parti (invitato da Laura della redazione di Pressoché tutto qui!) Erri de Luca, che nella disputa alla fine ha scelto La Lettura.
“Il salmonato della Domenica alla sera sul comodino, mica lo vedo, io, che non sembra, ma porto gli occhiali anche di notte. La miopia fa brutti scherzi” e alla via così si giustificava, l’Erri de Luca che su La Lettura numero 1 del 13 novembre 2011 racconta delle Mondine d’Africa e sulla Domenica del Sole del 13 novembre dello stesso anno, si vede stroncare da Zerlina (cattiva, cattivella) “I pesci non chiudono gli occhi”.
“Tra sbadigli e momenti di sincero sconforto – scrive la Zerlina -, il lettore viene sospinto in una storia, priva di un contenuto vero e proprio, che gira intorno alle vicende protoromantiche di un ragazzino cui, guarda un po’ il caso, tutti riconoscono doti straordinarie”.
Straordinario. Ci piace questo coraggio e anche la fantastica ironica autointervista di Silvia Avallone su La Lettura. Roba da far impallidire Zorba il Greco.
“Con i primi romanzi scoprii – detta al suo alter ego la donna d’acciaio – che tutte le cose vietate potevo farle dentro i libri, potevo diventare un eroe o un farabutto”.
E ancora: “Fu Pasolini a farmi stringere amicizia con i ragazzi che fumavano in sella a motorini senza casco e non volevano proprio saperne della scuola”.  Non lo trovate spassoso?
E per non dimenticare proprio nulla la Silvia Avallone prosegue: “Crooks, il garzone di colore di Uomini e topi, a un certo punto dice a un altro emarginato: <<I libri non servono a niente. A un uomo occorre qualcuno… che gli sta accanto>>. Come dargli torto? I libri non hanno mai fornito armi o soluzioni, la sola compagnia è simile a quella dei fantasmi”.
Non lo trovate comico citare Crooks che dice “i libri non servono a niente”, detto e sottolineato e citato da una che di mestiere scrive libri. Meraviglioso.
Ecco ci vorrebbero almeno altri sei o sette 23 luglio al Joycesecondo e balli e balli da mille e una notte con Troiano e Massarenti accapigliati sulla pronuncia corretta di amosh;  ci vorrebbero perché La lettura del Corriere e la Domenica del Sole sono fogli dove perdere la castità,tra violenze e domande su censure, libri belli e libri brutti (più questi ultimi) e un vassoio di coraggio che solo Cèline ha osato tanto (chapeau a Sergio Luzzatto).
Siamo naufraghi, ma la lampada del faro sembra riprendersi in lontananza.
Sembra.

andreagiannasi

Ora per chi non lo sapesse Troiano Antonio e Massarenti Antonio sono i due giornalisti che si occupano di culture (avete letto bene al plurale). E visto che non li conosco e non ho mai avuto nulla a che fare con loro la nota finisce qui.

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