“La Casa in pietra grigia” di Jelena Banfichi Di Santo

Posted on luglio 1, 2011

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La Casa in pietra grigia
di Jelena Banfichi Di Santo

Nuova edizione

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Attraverso l’antica dimora si snoda uno spaccato storico-sociale dal 1940 al 1968, nella complessa realtà della vecchia Jugoslavia monarchica agli albori del conflitto mondiale, occupazione italiana e tedesca per proseguire, durante la guerra di liberazione e approdare alla difficile identificazione nazionale,  allo stalinismo, la rottura con la Grande Madre Russia al Nonallineamento titoista e l’ultima frontiera del Nuovo Progresso dell’Autogestione “di tutte le forme della vita politica nazionale associativa, scientifica e culturale.”
Si tratta di una storia romanzata a livello più profondo dell’accezione storica nella quale il suo percorso narrativo è posto sull’asse dell’oggetto identificativo qual è la Casa in pietra grigia come luogo simbolico dove si sviluppano itinerari di esistenze singole per diventare collettive. Il vissuto “dal di dentro” dove si fanno veicolo di intere generazioni; tante quante sono le presenze corali che le affollano.
Testimonianze che consentono la penetrazione nella realtà delle piccole vicende umane attraverso i frammenti che animano i luoghi della “pietra grigia” allusivamente rimandandoli alla propria duratura essenza rispetto agli eventi, per poi smentirsi con il procedere della narrazione nella proprIa neutralità.
La scrittura della memoria disegna i suoi arabeschi. Scalfisce l’infanzia sulla splendida isola dalmata Hvar, luogo di amore e contrasti, crocevia degli avvicendamenti di antiche civiltà, facendone un proprio scrigno di tesori architettonici, culturali, artistici; sospesi angoli di paesaggi isolani con declivi di vigneti terrazzati in digrado sulle baie appartate, orlate di spiagge con levigati bianchissimi ciottoli e sabbie dorate; piatte scure scogliere immerse in distese cristalline dall’azzurro trasparente al verde smeraldo e violaceo cupo. Il mare che, come per pudore, lascia spazio a promontori ricoperti da pini marittimi piegati dallo scirocco e ai declivi punteggiati da rosmarino, erica, mirto, lavanda…
Dalla favola senza tempo, la narrazione si snoda… dall’infanzia nell’antica casa, negli angoli dei vecchi borghi contadini alla difficile ricerca della propria identità, la presa di coscienza filtrata nelle esperienze studentesche zagabresi brulicanti di idee, movimenti, necessità di indipendenza per passare alla grande pianura della Slavonija pannonica con la forzata collettivizzazione contadina piantata a girasoli e tabacco invece del grano; la ricca Nova Gradiška, satura di pungenti esalazioni delle distillerie di grappa šlivovica(za); la colta Varaždin culla della assopita musica barocca, le sponde rosicchiate dalle alluvioni sui grandi fiumi Dunav e Sava; gli interrotti affluenti del tortuoso Drina incuneato nelle smaglianti foreste degli altopiani herzegovesi, Sarajevo, con la Baščaršija turca e il “blues-sevdach bosniaco”, le lattiginose albe sulle paludi degli sterminati canneti sul lago di Scadar, alle radure montenegrine del Durmitor in compagnia di occasionali incontri amicali di etnie diverse che assumono valore di una probabile serena convivenza… all’amorfa capitale con i palazzi del Potere alla turgida politica della “čaršija”… la decisione… “Lasciare tutto quello che non si poteva più amare”.
(Piergiorgio Leaci, Agente Letterario)

– Notevole capacità descrittiva, particolarmente nella tenuta dei lunghi periodi, arricchita da cadenza del ritmo d’azione, sempre sospeso nella morbida decantazione del racconto;
– Arioso respiro narrativo;
–  Ottima capacità linguistica e sintattica.
(Fabrizio Podda, Direttore Editoriale di Odoya editrice)

Jelena Banfichi Di Santo è nata sull’isola croata Hvar, vive a Bari. Laureata in Letteratura e Lingue slave, per lungo tempo è stata interprete internazionale e traduttrice. Durante la guerra 1990-1995 nella ex Jugoslavia si è adoperata in attività umanitarie, e le è stata conferito la  Targa per la pace – anno 1993 dalla Repubblica Italiana e numerosi attestati dai governi di Zagabria e di Sarajevo.

In lingua italiana ha tradotto e pubblicato: Sete della pietra – antologia delle liriche di Marin Franičević; il poema illustrato Croazia – antica pietra preziosa e poesie di poeti croati: Jure Kaštelan, Duvravka Petanović, Eda Vujević, Momcilo Popadić e altri… e in lingua croata, in libera interpretazione poetica, raccolte di poesie di Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale e altre.

La Casa in pietra grigia fa parte della trilogia legata alla terra d’origine e di adozione: Il passato tra noi (1500-1940), La Casa in Pietra Grigia (1940-1967) e Dove tornare (1978-2000). La Casa in pietra grigia, nella sua prima edizione, è vincitrice del Premio Letterario Sibilla D’Altavilla da Conversano – 2010 e finalista al Premi Letterario Albinengum Riviera delle Palme  Albenga – 2010 e al Premio Letterario Nabokov di Lecce – 2010.

Nuova edizione
Casa editrice Odoya – collana I libri di Emil
Bologna – Via Benedetto Marcello 7

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